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martedì 24 maggio 2016

Unioni civili: 'Le affermazioni di Tallini e Cardamone offendono gli italiani'

Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni sulle unioni civili del consigliere regionale Tallini, e del presidente del Consiglio Comunale Ivan Cardamone, che non fanno onore alle cariche istituzionali che ricoprono.
Noi del Meetup Il Territorio, siamo dell'idea che le leggi vadano sempre rispettate, anche nel Comune di Catanzaro, che a meno di notizie dell'ultima ora, ci risulta faccia ancora parte della Repubblica Italiana, e che dunque deve rispondere alle leggi che il Parlamento italiano approva.
Tallini e Cardamone non si rendono conto che le loro affermazioni offendono migliaia di italiani, che da qualche giorno hanno potuto usufruire di un diritto che prima non esisteva. È pur vero che la legge sulle unioni civili è frutto del compromesso tra Renzi e Alfano e appare depotenziata rispetto agli obiettivi iniziali, ma ciò non significa che debba essere ignorata. La nostra sensazione è che Tallini e Cardamone abbiano alimentato una polemica sulle unioni civili solo per distogliere l'attenzione dei catanzaresi dai veri problemi della città.
Le leggi vanno applicate e non possono esserci deroghe. Cardamone e Tallini chiedano scusa, con le loro dichiarazioni hanno infangato la credibilità (già bassa) dell'istituzione Comune.

giovedì 12 maggio 2016

Che fine ha fatto il baratto amministrativo?

Sono ormai trascorsi più di due mesi da quando noi attivisti del Meetup il Territorio abbiamo protocollato una petizione sul baratto amministrativo, norma contenuta nel tristemente famoso Decreto sblocca Italia. Nonostante siano trascorsi più dei 30 giorni previsti dallo statuto del Comune di Catanzaro, nessuna risposta ci è pervenuta. Abbiamo anche richiesto formalmente un incontro sul tema al Presidente del Consiglio Comunale Ivan Cardamone che ci ha rimandati a dopo il 16 maggio. Evidentemente era troppo impegnato a farsi i selfie durante la tappa del giro d’Italia. Non ci risulta che gli impegni istituzionali siano così gravosi, visto che il Consiglio Comunale stenta ad incontrarsi più di una volta ogni 2/3 settimane.
I politici catanzaresi hanno fatto del baratto amministrativo uno stendardo da sventolare a convenienza sulla stampa tutti d’accordo, mentre quando si tratta di discutere tutti si defilano cadendo in un irrispettoso silenzio.
Il Consiglio Comunale si prenda la responsabilità di bocciare la proposta del baratto amministrativo. Lo faccia pubblicamente rispettando le regole del gioco e quindi discutendo la petizione del nostro Meetup. Spieghino ai cittadini che non possono pagare i tributi (con le tariffe tra le più alte dello stivale) che non solo il Comune di Catanzaro non è in grado di esigere quanto gli spetta (i crediti da tributi non riscossi superano i 6 milioni di euro, stando all’ultimo bilancio), ma che non è in condizioni di regolamentare una norma a cui diversi Comuni italiani hanno già aderito.
Cardamone ha la responsabilità politica del mancato rispetto dello statuto ed il Sindaco Abramo appare ai nostri occhi come il complice della sua inefficienza. Evidentemente avranno altri impegni più gravosi, staranno pianificando la nuova stagione estiva, o forse visitando gli impianti di depurazione che da decenni lasciano ricordi indelebili a catanzaresi e turisti, ammaliati dai "profumi di Catanzaro Lido". Presidente Ivan Cardamone, legga la nostra proposta ed inviti il Consiglio Comunale a fornire una risposta ufficiale. Lo faccia per i catanzaresi che l'hanno sottoscritta, i quali meritano rispetto e soprattutto attenzione.

giovedì 7 aprile 2016

Giù le mani dal nostro mare! #VotaSì #StopTrivelle

“Giù le mani dal nostro mare” è il titolo dell’evento organizzato dal Meetup Il Territorio Cinque Stelle Catanzaro per venerdì 8 aprile alle ore 17 sul lungomare del quartiere Lido di Catanzaro. L’evento servirà per sensibilizzare i cittadini in vista dell’importante referendum abrogativo del 17 aprile. Voteremo Si per evitare che vengano rinnovate le concessioni alle piattaforme petrolifere entro le 12 miglia marine e cercheremo di convincere i catanzaresi a fare altrettanto. I recenti avvenimenti politici confermano quanto il governo Renzi sia schiavo delle lobby del petrolio e quindi pronto a sacrificare il mare italiano per assecondare gli interessi di chi specula con le fonti di energia fossile. Siamo convinti che il nostro Paese debba iniziare seriamente un percorso che porti all’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e che fermare le trivelle a largo dei nostri mari sia l’occasione giusta per dare un segnale politico forte che possa indurre il governo a concentrare i propri sforzi verso tale strategia. Le piattaforme a largo dei nostri mari sono capaci di coprire il nostro fabbisogno di idrocarburi fossili per cifre inferiori all’1%, dunque è inutile correre immani rischi ambientali per questo scopo. Ospite dell’evento, sarà il deputato M5s Paolo Parentela che, insieme agli attivisti, darà vita ad un dibattito pubblico a cui anche i cittadini sono invitati per porre domande e vedersi chiariti i dubbi in merito al prossimo referendum. Le ragioni del Si sono molteplici e devono essere chiare ai cittadini, in modo che al governo non riesca il becero tentativo di boicottare la democrazia attraverso l’invito ad astenersi dal voto.

martedì 5 aprile 2016

Giù dalla poltrona il condannato Siciliani!

Qualcuno ci spieghi perché a distanza di due settimane dalla sentenza definitiva di condanna per bancarotta fraudolenta, il Direttore Generale di Amc Luigi Siciliani non sia ancora stato rimosso dal suo ruolo, nel silenzio assordante della politica cittadina. Secondo il nostro modo di pensare, Siciliani non sarebbe mai dovuto essere riconfermato lo scorso 28 maggio, quando sulla sua testa pendeva già la condanna della Corte d’Appello di Catanzaro. La nomina di Siciliani, costa alla collettività quasi 80 mila euro l’anno e non ci spieghiamo le ragioni che hanno spinto Amc a rinnovargli l’incarico, né il silenzio assordante dei consiglieri di maggioranza ed opposizione, nonché del Sindaco Sergio Abramo. Siciliani è stato condannato a 4 anni di reclusione ed è interdetto dai pubblici uffici, non deve occupare quella poltrona per un minuto di più.
A Catanzaro evidentemente le condanne sono medaglie da portare con orgoglio sul petto, altrimenti non si spiega la nomina a Direttore Generale di Amc per una persona condannata per bancarotta fraudolenta. Non solo un pregiudicato, dunque, ma una persona che sguazza tra conti in disordine.
L’Amc corra presto ai ripari e butti giù dalla poltrona il pregiudicato Siciliani.

martedì 1 marzo 2016

Il Comune di Catanzaro non rispetta "trasparenza" su canoni di locazione o di affitto

L’art. 30 del D.Lgs n.33/2013 (il così detto “decreto trasparenza”) recita: ”Le pubbliche amministrazioni pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti, nonché i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti”. Un articolo di legge disarmante per la sua chiarezza. Avendolo letto, noi del Meetup Il Territorio Cinque Stelle Catanzaro, abbiamo deciso di verificarne l'applicazione nella specifica sezione dedicata alla trasparenza del sito del Comune. Nella sezione affitti, il nostro Comune non ritiene doveroso rispettare a pieno le regole imposte dal Decreto Trasparenza. La pagina, infatti, vede l’ultimo aggiornamento risalente al 29 gennaio 2014, che riporta i dati relativi ai canoni di locazione del 2013. Di fatto la nostra amministrazione è in ritardo di 2 anni sulla pubblicazione relativa ai “canoni di locazione o di affitto versati o percepiti”. Non solo, aprendo il file che il Comune mette a disposizione dei propri cittadini, c’è da rabbrividire. Ignorando le semplici regole della trasparenza, la nostra Amministrazione si limita ad informare i propri cittadini riguardo al fatto che nel 2013 ha incassato poco più 844mila euro, pagandone più di 3 milioni e cento mila euro senza chiarire alcunché. Non abbiamo il piacere di poter leggere una lista dei fabbricati per cui la cittadinanza paga (con le tasse) un canone di affitto, né sappiamo da chi provengono gli oltre 800mila euro di canoni di locazione riscossi.  La trasparenza è una cosa seria, ed i cittadini hanno il diritto di conoscere fin nel dettaglio le vicende riguardanti la propria amministrazione. Lo impone la legge, ma anche il buon senso. Soprattutto alla luce dello scandalo “affittopoli” che ha colpito la Città di Roma.  Sarebbe il caso che l’amministrazione comunale si affrettasse a pubblicare una lista completa degli immobili concessi in locazione, con il relativo canone incassato. Lo stesso avvenga per i fitti passivi, per cui i cittadini hanno il diritto di conoscere i canoni pagati. L’Art. 1 del “decreto trasparenza” recita:” La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche”. Abramo, la sua giunta, i tecnici del Comune e i consiglieri di maggioranza ed opposizione non devono far altro che adoperarsi per rispettare la legge. Questa città ha un disperato bisogno di legalità, ad iniziare dalla propria amministrazione che è obbligata a dare il buon esempio.

mercoledì 16 settembre 2015

Catanzaropoli: Abramo dimostri dignità e si dimetta

«Sergio Abramo dimostri almeno un po’ di dignità e rassegni le dimissioni da Sindaco di Catanzaro, mettendo fine al capitolo più nero della storia recente di questa città e restituendo la parola ai cittadini». È quanto affermano in una nota gli attivisti del Meetup Il Territorio Cinque Stelle Catanzaro, a seguito della conclusione delle indagini su “Catanzaropoli Bis”.
«Da quanto si apprende dagli organi di informazione – aggiungono gli attivisti – il quadro è desolante. Il malaffare diffuso in città non si limita agli eventi criminali delle periferie dimenticate, ma ha terreno fertile anche nei palazzi del potere».
Continua la nota del Meetup Il Territorio: «Già dopo la conclusione del primo filotto di indagini, il nostro portavoce in Parlamento Paolo Parentela aveva chiesto attraverso un’interrogazione al Ministro dell’interno lo scioglimento del consiglio comunale ma Alfano preferisce tacere. L’avventura del Sindaco Abramo sullo scranno cittadino è iniziata con l’ombra dei brogli elettorali e sta continuando con indagini ed avvenimenti che non rendono il giusto onore alla città di Catanzaro. Le dimissioni sono il minimo sindacale».
«Questa volta – conclude la nota – anche i catanzaresi sono chiamati ad un gesto di responsabilità. L’emigrazione giovanile, la disoccupazione, i disservizi sono figli del malcostume della città. Il voto clientelare ha portato Catanzaro ad essere governata da gente che, se venissero confermate le accuse delle attuali indagini, tutto fa tranne che l’interesse dei propri cittadini. Catanzaro è chiamata ad uno scatto di orgoglio, esattamente come Abramo».

mercoledì 9 settembre 2015

Anche a Catanzaro proponiamo il "Baratto Amministrativo"

«Il Consiglio Comunale di Catanzaro si affretti ad approvare la proposta sul baratto amministrativo che abbiamo depositato ieri in Comune». È quanto affermano gli attivisti del Meetup Il Territorio Cinque Stelle Catanzaro, che aggiungono: «In questo momento di crisi economica, è necessario che il Comune di Catanzaro dia un chiaro segnale di vicinanza ai cittadini che hanno difficoltà a corrispondere con puntualità tasse onerose come Tasi, Tari e Servizio Idrico. Il baratto amministrativo consentirebbe ai cittadini in difficoltà di commutare le tasse in servizi da rendere al comune, come ad esempio la pulizia delle aree verdi o piccoli lavori di manutenzione dei beni pubblici».
«Il baratto amministrativo – continuano gli attivisti – è una proposta di buon senso, che può e deve trovare il necessario appoggio politico dell’intero consiglio comunale. È una mera questione di volontà, che in altri comuni del comprensorio è già realtà. Il Comune deve limitarsi, come afferma l’art. 24 della legge 164/2014, a definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati. Dal canto nostro, restiamo sempre disponibili a collaborare per migliorare o integrare la proposta».
Il Meetup Il Territorio Cinque Stelle conclude: «Faremo presto una petizione popolare, che accompagnerà la nostra proposta già depositata in Comune e che servirà a far capire ai politici catanzaresi, che i cittadini vogliono il baratto amministrativo».

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martedì 7 luglio 2015

Al fianco dei docenti contro il ddl "la buona scuola" di Renzi

Oggi siamo scesi in piazza accanto agli insegnanti, gli studenti ed i cittadini del Comitato per la difesa della Scuola della Repubblica - Catanzaro e Provincia.
La riforma della "buona scuola" di Renzi e del Ministro Giannini sviliscono il diritto all'istruzione e svendono la scuola pubblica al miglior offerente.
Il ‪MoVimento 5 Stelle nelle piazze ed in Parlamento è accanto agli insegnanti che non ci stanno ad accettare lo svilimento della scuola pubblica.

lunedì 6 luglio 2015

In piazza a Catanzaro accanto agli insegnanti contro il ddl "Buona Scuola"

«Martedì 7 luglio scenderemo in piazza insieme agli insegnanti del Comitato per la scuola della Repubblica – Catanzaro e provincia». Lo annunciano gli attivisti del Meetup Il Territorio 5 Stelle Catanzaro, che aggiungono: «Scenderemo al loro fianco senza simboli o bandiere. Non vogliamo appropriarci della loro lotta, vogliamo soltanto far sentire la nostra vicinanza a tutti gli insegnanti che sono indignati come noi verso il governo Renzi e questa squallida riforma della scuola. Il Ddl ‘buona scuola’ annullerà il diritto all’insegnamento previsto dalla nostra costituzione, cancellando ogni diritto di tutela per chi opera nel settore». «I cittadini di buon senso, gli studenti ed i loro genitori – continua la nota – dovrebbero indignarsi di fronte allo sfacelo preconfezionato dal governo. La mercificazione della cultura attraverso l’inserimento di capitali privati nella scuola pubblica porterà all’inevitabile discriminazione degli studenti delle aree svantaggiate del Paese ed avvantaggerà le ingerenze politiche, imprenditoriali e mafiose nelle scelte della scuola, degli insegnanti e degli studenti, che verranno sfruttati come manodopera a costo zero». Gli attivisti de ‘Il Territorio 5 Stelle’ concludono: «La scuola italiana non riceve supporto positivo dalla politica ormai dai più di un decennio. Il governo Renzi, in segno di continuità con i suoi predecessori, ha deciso di rubare finanziamenti alla scuola pubblica per trasferirli a quella privata. Il modo migliore per annientare la meritocrazia e costruire una classe dirigente dinastica, formata da quei pochi eletti che potranno permettersi un’istruzione di qualità».

venerdì 3 luglio 2015

#MarioDimettiti: a Catanzaro la raccolta firme!

«Raccoglieremo le firme per chiedere le dimissioni di Mario Oliverio e di tutto il Consiglio Regionale». Lo annunciano gli attivisti del Meetup Il Territorio Cinque Stelle di Catanzaro, che aggiungono: «Sabato 4 luglio sul lungomare di Catanzaro (nei pressi dell’ancora) dalle 18 alle 21, allestiremo un banchetto per informare i cittadini dei motivi che ci spingono a chiedere le dimissioni del Governatore della Calabria, unico responsabile politico della nomina di una giunta che è stata azzerata dalle indagini sui rimborsi rubati dai gruppi della passata consiliatura. Sono inutili gli attuali proclami per la scelta di una nuova giunta che sia lontana dagli scandali della magistratura».
«Gli attivisti – continua la nota – allestiranno altri banchetti in tutta la regione. La voce dei calabresi indignati si deve levare alta. Questa non è una battaglia del M5s contro il PD, ma dei calabresi onesti che pretendono una classe politica lontana dalle inchieste e dagli scandali e che regali alla Calabria una stagione di scelte fatte con e per il popolo e non per gli interessi dei potentati della regione».
Il Territorio Cinque Stelle conclude: «Invitiamo al nostro banchetto tutti i calabresi stanchi di assistere inermi al valzer di poltrone della Regione Calabria. Troppo tempo si è perso a discutere di nomine e ruoli istituzionali, mentre nulla è stato fatto per risolvere i problemi che attanagliano la regione più povera d’Italia».

giovedì 2 luglio 2015

Potenziare la tratta ferroviaria Catanzaro-Lamezia

E' dal 2000 che le Regioni hanno la piena responsabilità per quanto riguarda le politiche in materia di servizio ferroviario locale. Sono infatti subentrate allo Stato nel ruolo di interlocutore con i diversi concessionari che operano il servizio regionale e dal 2001 hanno avuto trasferite le risorse, già destinate al finanziamento del servizio ferroviario locale. Alle Regioni spetta dunque definire con i gestori, operanti in concessione sul proprio territorio, la quantità, i costi e gli standard di qualità dei servizi ferroviari erogati. Le “prestazioni” sono stabilite nei cosiddetti Contratti di Servizio (CdS), con il quale da un lato l’impresa ferroviaria s’impegna all’erogazione di un quantitativo di treni*km ed al rispetto di determinati indici di qualità (relativi a pulizia, comfort, informazione e puntualità delle corse), dall’altro l’amministrazione regionale stabilisce un corrispettivo economico per l’erogazione di tali servizi. In ultimo, il Contratto di Servizio stabilisce le penali da applicare al gestore dei servizi in caso di mancato rispetto degli indici di qualità definiti dallo stesso Contratto.
Nel caso della Calabria, nonostante una media di 230 soppressioni di treni al mese le penali non sono previste dal CdS.
Il Rapporto Pendolaria 2014 ha analizzato in ogni Regione le risorse e gli impegni previsti nei CdS, per capire come le politiche dei governi locali sui trasporti si siano tradotte o meno in attenzioni e investimenti a favore del trasporto ferroviario pendolare. In Calabria si è assistito in quattro anni a tagli per il 16,3%, un aumento delle tariffe del 20%, assenza di stanziamenti per il servizio e per il materiale rotabile ed una drastica riduzione sulla quantità di treni x km che passano da 7,4 a 5,8.
Il Rapporto Pendolaria mostra, di anno in anno, per la Calabria, la stessa fotografia di isolamento e di arretratezza - in alcuni casi addirittura peggiorata. Nel corso del 2014 la Regione Calabria ha tagliato circa 10 milioni di euro al Contratto di Servizio con Trenitalia, già impoverito di molto negli ultimi anni. In seguito a questa decisione a partire dallo scorso giugno è stata decretata la soppressione di ben 26 treni regionali solo sulla linea Jonica tra Reggio e Metaponto e tra Catanzaro Lido e Lamezia. In seguito alle trattative tra Regione e Trenitalia i tagli sono poi diventati 16, con 10 corse ripristinate. Ma allarmano le notevoli riduzioni su alcuni linee, come la Jonica e la linea Rosarno - Lamezia Terme Centrale via Tropea.
Drammatica è proprio la situazione della linea Catanzaro Lido-Lamezia Terme parzialmente rinnovata nel 2008 con la costruzione della variante Catanzaro Lido – Settingiano e della nuova stazione di Catanzaro-Germaneto. Infatti, dopo un taglio di circa 10 milioni di Euro da parte della Regione sul Contratto di Servizio avvenuto la scorsa estate la linea Catanzaro Lido-Lamezia Terme Centrale è stata classificata come tratta a scarso traffico e vede 10 collegamenti al giorno (per senso di marcia) di cui solo 3 con treni regionali. Il resto è stato sostituito con autobus. In pratica, si è tornati alla sostituzione dei treni con i mezzi su gomma proprio come nel periodo di interruzione della ferrovia tra il novembre 2011 e l'aprile 2013, a seguito del crollo di un ponte tra Marcellinara e Feroleto Antico. Nonostante sia una linea, di 42 km, a binario unico risulta strategica perché unisce i versanti tirrenico e jonico della Calabria tanto da aver fatto proporre la sue elettrificazione più volte negli ultimi anni. I tagli quindi aggiungono disagi per un’area, quella jonica, già martoriata sul fronte del trasporto ferroviario e che già da anni non può raggiungere in modo diretto in treno Lamezia Terme Centrale, avendo spezzato i collegamenti Regionali provenienti dalla Jonica sud (Reggio Calabria/Roccella Jonica) e da Crotone/Sibari, a Catanzaro Lido.
Anche i treni a più lunga percorrenza hanno subito dei cambiamenti importanti nel corso degli ultimi anni, mentre addirittura finiranno nel dimenticatoio la maggior parte dei treni notturni, che almeno allo stato attuale sono destinati a scomparire. In Calabria tra il 2010 ed 2011 sono stati soppressi 4 Intercity notturni e addirittura 12 treni Espressi che permettevano, con un costo contenuto, di collegare questa regione sia con la Sicilia sia con Roma. Solo nel 2013 sono stati tagliati gli Espressi diretti a Torino, Milano, Venezia e Bolzano, mentre nel 2012 i tagli più gravi hanno riguardato la linea Jonica. In quest’ultimo caso oltre alla mancanza ormai di passaggio dei treni, con un solo treno al giorno tra Metaponto e Reggio Calabria (ed un cambio a Catanzaro Lido), si assiste anche alla chiusura di biglietterie di stazioni importanti come Sibari e Crotone.
La presenza di servizi su gomma in sovrapposizione al treno, alle porte del 2015, non è più accettabile: sono costi che ingiustamente vengono sostenuti dai cittadini calabresi, peraltro beffati due volte, visto che il servizio è assolutamente poco appetibile a causa degli alti tempi di percorrenza (compresi tra 45 e 50 minuti per percorrere 42 km).
Una nuova Catanzaro Lido – Lamezia darebbe anche la possibilità di collegare direttamente il capoluogo di Regione Catanzaro con la Capitale e con il resto d’Italia. Non sarebbe più un sogno collegare con un servizio Frecciargento Catanzaro Lido con Roma Termini in 4 ore e 30 minuti, con relative coincidenze Regionali da/per Crotone-Sibari e Soverato-Roccella Jonica-Reggio Calabria.
Nel 2012 il Ministero della Coesione Territoriale ha destinato 80 milioni di euro all’elettrificazione della tratta tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale per un lavoro che, allo stato attuale, a causa del tracciato poco agevole e costellato di criticità idrogeologiche, sarebbe totalmente inutile ai fini del miglioramento e della velocizzazione dei treni. I lavori, per giunta, non sono mai partiti.
Legambiente ha segnalato una media del 25% in meno di risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma negli ultimi 4 anni. Il governo Renzi ha assicurato, in controtendenza, uno stanziamento di 3,8 miliardi di Euro per tentare di dare uno shock positivo alla pericolante economia nazionale, tuttavia, con grande rammarico notiamo ancora una volta che nello "Sblocca Italia" non è menzionata neppure lontanamente la Calabria, "solita" grande assente, ormai da decenni, nei piani nazionali di investimento infrastrutturale nel settore del trasporto ferroviario;
In Calabria, il cronico ritardo che riguarda il potenziamento delle infrastrutture e il ricambio del materiale rotabile fa sì che i tempi di percorrenza, non solo tra centri di minor grandezza, assumano dimensioni impensabili per un viaggio da effettuare quotidianamente. Muoversi da una città all’altra, su percorsi sia brevi che lunghi, può portare a viaggi di ore e a dover scontare numerosi cambi obbligati anche solo per poche decine di chilometri di tragitto, mentre le coincidenze e i collegamenti intermodali rimangono un sogno.
L’obiettivo da perseguire nell'interesse del Paese è di potenziare i collegamenti lungo le principali direttrici nazionali, migliorando l'offerta e l'integrazione modale con porti e aeroporti, pullman, trasporto pubblico locale, eliminando anche sprechi. Questo dovrebbe essere il ruolo del Ministero dei trasporti, con una attenta regia di politiche e investimenti. Non esistono infatti scuse infrastrutturali, nei collegamenti tra i principali capoluoghi di Regione, al nord come al Sud, devono essere garantiti collegamenti diretti su treni moderni che possano circolare con velocità competitive nei confronti delle automobili. Non è accettabile che scompaiano i collegamenti interregionali perché le Regioni hanno deciso di tagliare le linee più periferiche e il Ministero non intervenga. Al Ministero spetta il compito di verificare che siano garantiti gli stessi diritti di accesso al trasporto ferroviario in tutta Italia. Ecco perchè ho presentato un'interrogazione parlamentare. Ho chiesto se ritenga che ai cittadini calabresi siano stati garantiti gli stessi diritti di accesso al trasporto ferroviario al pari dei residenti delle altre regioni e  se non ritenga opportuno che si provveda alla messa in sicurezza e alla velocizzazione e solo in seguito all’elettrificazione della tratta tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale oltre alla costruzione dell’irrinunciabile collegamento ferroviario con l’aeroporto internazionale. Risponderà?

Paolo Parentela
Portavoce M5S alla Camera dei Deputati

Consiglio Comunale incapace di governare il capoluogo

«Il Consiglio Comunale di Catanzaro è chiamato ad un vero atto di responsabilità che riporti i cittadini ad esprimersi, vista l’assenza palese di una maggioranza e di una opposizione in città». È quanto sostengono gli attivisti del Meetup Il Territorio 5 Stelle Catanzaro, all’indomani dell’approvazione del finanziamento del disavanzo straordinario di amministrazione grazie all’astensione delle forze di minoranza. «Dal 2013 ad oggi – aggiungono – la giunta Abramo si è retta soltanto grazie a numerosi rimpasti di giunta, utili soltanto a rinfoltire una maggioranza che ogni giorno perde pezzi. Ci mancava soltanto che anche l’opposizione accorresse in suo aiuto facendo da stampella, giustificandosi con un atto di responsabilità che non esiste». Il Territorio 5 Stelle continua: «Il vero atto di responsabilità del Consiglio Comunale, dovrebbe essere di palesare la manifesta incapacità di governare questa città, restituendo la voce ai cittadini. La verità è che la classe politica cittadina risponde tutta a giochi di potere che possa consentirgli di rimanere comodamente seduta sugli scranni di Palazzo de’ Nobili, mentre Catanzaro lentamente muore». «Abramo e le sue giunte – conclude la nota – stanno facendo finta di governare Catanzaro. Abbiamo assistito a lunghi periodi in cui il Consiglio Comunale non riusciva neanche a riunirsi ed a numerosi rimpasti di giunta, che sono serviti soltanto per ricompattare una maggioranza che senza nomine e poltrone sarebbe stata incapace di andare avanti. I catanzaresi hanno bisogno di un Consiglio Comunale forte e responsabile, non di giochi di potere e pacchetti di voti che si spostano per compiacere i potenti della città»

mercoledì 1 luglio 2015

Il Comune reinvesta liquidità in alcuni quartieri di Catanzaro

«Il Comune di Catanzaro reinvesta parte del denaro ricavato dal riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica per dotare i quartieri interessati di servizi degni di un capoluogo di regione». Lo affermano gli attivisti del Meetup Il Territorio Cinque Stelle Catanzaro, a seguito dell’annuncio da parte dell’assessore Filippo Mancuso riguardo l’approvazione da parte della giunta della delibera che consentirà ad oltre 1500 famiglie catanzaresi di trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà. Il Territorio Cinque Stelle aggiunge: «Corvo, Aranceto, Fortuna, Santa Maria, Gagliano, De Filippis. I quartieri interessati dalla vicenda rappresentano quasi tutti la periferia dimenticata di questa città, in cui imperversano degrado urbano e sociale. In questi quartieri la situazione di strade, marciapiedi e pensiline è da terzo mondo, per non parlare delle aree verdi spesso abbandonate a loro stesse».
«Le restrizioni imposte dal patto di stabilità – continuano gli attivisti – hanno portato il Comune di Catanzaro a stringere le maglie ed a dimenticare l’ordinaria manutenzione delle aree demaniali. È così che migliaia di catanzaresi si sono trovati a calpestare marciapiedi e ad attraversare strade che necessitano di interventi immediati. Vicende che si ripercuotono spesso sulle casse del comune a causa dell’elevato numero di incidenti causati dall’assenza di manutenzione. La giunta Abramo restituisca ai cittadini delle periferie quantomeno la dignità, sfruttando la fresca liquidità che arricchirà le cassa del comune grazie alla delibera recentemente approvata».
Il Territorio Cinque Stelle conclude: «Ricordarsi dei cittadini residenti nei quartieri periferici soltanto a ridosso delle tornate elettorali è una tecnica che non funziona più. Il Comune di Catanzaro deve urgentemente trovare il modo di manutenere adeguatamente le proprie periferie, affinché non esistano più catanzaresi di serie A e serie B».

martedì 23 giugno 2015

Parentela presenta nuova interrogazione su emergenza criminalità

«Il Ministro Alfano garantisca un presidio di legalità costante e permanente nella città di Catanzaro che possa contare su un incremento di uomini, mezzi e dotazioni». È quanto afferma il deputato M5S Paolo Parentela, dopo aver presentato un’ulteriore interrogazione al Ministro degli Interni. «Già ad aprile scorso – aggiunge il parlamentare – ho presentato un atto di sindacato ispettivo ad Alfano, per interessarlo all’escalation criminale che sta vivendo la città. Ad oggi la mia richiesta è rimasta inascoltata, mentre a Catanzaro continuano gli episodi di violenza strettamente legati alla criminalità organizzata».
Il Cinque Stelle continua: «Nell’interrogazione ho voluto porre l’attenzione sugli stretti legami tra ‘ndrangheta e comunità Rom, risultato del pessimo esempio di integrazione dato dalla politica cittadina ormai trenta anni fa. In tutta Catanzaro c’è bisogno di avvertire una maggiore presenza dello Stato, specialmente nei quartieri sud. I recenti episodi di aggressione alle forze dell’ordine nel quartiere Aranceto rappresentano l’esempio lampante di come le ‘ndrine a cui la comunità Rom fanno riferimento abbiano ormai lo strapotere su alcuni quartieri periferici della città, da dove i cittadini onesti sono ormai costretti a scappare».
«Le visite della commissione antimafia – conclude Parentela – per quanto opportune, non bastano. Il governo deve subito prendere in mano la situazione e garantire un controllo capillare ed efficace del territorio ed intervenire per prevenire le connivenze tra la politica e la criminalità organizzata in città. I catanzaresi si sentono abbandonati dalle istituzioni e la sfiducia si riflette nella paura di denunciare, il che avvantaggia ulteriormente i malviventi della città».

venerdì 19 giugno 2015

Il nuovo depuratore di ‪‎Catanzaro‬ è necessario ed urgente!

Ho visitato questa mattina l'impianto di depurazione di Catanzaro, nel quartiere lido. Ho voluto visitare l'impianto per verificarne la funzionalità. Ho visto con i miei occhi l'impegno costante di chi ci lavora, che spesso non riesce a gestire la portata massiccia di un impianto decisamente sottodimensionato rispetto alla necessità della città e che ad oggi non riesce a coprire l'intero territorio comunale. Bisogna risolvere urgentemente il problema delle due vasche che dovevano servire per la sedimentazione primaria delle acque reflue e che oggi vengono utilizzate per conservare i fanghi accumulati in passato ed a cui dobbiamo il cattivo odore che si avverte nella zona. A quanto pare altri fanghi sarebbero stipati all'interno del vecchio impianto di digestione anaerobica ormai da decenni dismesso. Il che rappresenta un rischio ambientale notevole.
Ho già interrogato il governo lo scorso anno, sollecitandolo ad occuparsi della grave situazione della depurazione in Calabria per tutto l'anno e non soltanto in prossimità della stagione balneare. Una buona depurazione non vuol dire soltanto difendere l'ecosistema marino, ma anche assicurare un importante ritorno di immagine ad una regione che può sfruttare l'indotto del turismo lungo i suoi 800 km di coste. La Calabria sarà costretta a pagare 38 milioni di euro per la procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea a causa della mala depurazione che è dovuta ad una grave carenza infrastrutturale con ben 130 agglomerati non a norma.
Continuerò ad approfondire la vicenda ed a sollecitare ancora il governo e la politica locale a prendere i giusti provvedimenti per garantire una corretta gestione degli impianti di depurazione, soprattutto per quanto concerne lo smaltimento dei fanghi residui. Il governo regionale deve adoperarsi in fretta, anche perché è concreto il rischio di un ennesimo commissariamento, che segna l'incapacità della classe politica regionale di far fronte ai problemi dei cittadini.

Paolo Parentela
Portavoce M5S alla Camera dei Deputati

mercoledì 9 luglio 2014

Emergenza acqua a Catanzaro

In alcune zone della città di ‪Catanzaro‬ l'‪‎acqua‬ non è più buona. Il Comune ha emanato un'ordinanza del 04 luglio scorso con cui dispone la sospensione dell'utilizzo per scopi alimentari e sanitari dell'acqua fornita dall'acquedotto comunale in alcune aree della zona sud della città. Ci si chiede come sia potuto accadere e dove siano le responsabilità di questa situazione potenzialmente rischiosa per la salute dei cittadini. In queste ore i supermercati del quartiere marinaro sono presi d'assalto da cittadini confusi e spaventati che fanno la corsa all'approvvigionamento di quante più bottiglie d'acqua possibile. Anche questa psicosi collettiva è da addebitare ad una grave carenza di notizie adeguate da parte dell'amministrazione comunale che, limitandosi a svolgere il "compitino" dell'ordinanza, ha ignorato l'effetto che tale provvedimento avrebbe avuto sull'opinione pubblica. Tante sono le domande che si potrebbero ancora porre ai nostri amministratori, ma l'unica che ci sembra importante è cosa sarà fatto per ripristinare la piena salubrità della fornitura idrica ed in che tempi i cittadini, che pure sostengono i costi del servizio, potranno nuovamente beneficiare di una erogazione a norma di legge senza rischi per la salute. Il Meet Up Catanzaro si augura che il Comune voglia attivarsi con un servizio sostitutivo di autobotti per l'approvvigionamento idrico nelle zone interessate, avvii una campagna informativa adeguata per tranquillizzare la cittadinanza ed intensifichi i controlli in tutto il comprensorio cittadino. Invitiamo, altresì, sua eccellenza il Prefetto a seguitare la sensibilità dimostrata nell'incontro con i parlamentari del MoVimento 5 Stelle sull'acqua dell'Alaco e monitorare una situazione così preoccupante per gli abitanti del capoluogo calabrese.